PICCOLO TEATRO DEI SILENZI
10,00€
II Piccolo Teatro dei Silenzi raccoglie due dialoghi immaginari che parlano di un amore impossibile, e dunque indicibile, prossimo al silenzio, tra due persone molto diverse, eppure in qualche modo curiosamente simili.
Nel primo dialogo una donna conversa con il figlio concepito dal suo amato insieme a un’altra, ma irrimediabilmente abortito dopo qualche settimana. I due personaggi, lontanissimi e diversissimi, sono accomunati dal tradimento: il bambino, tradito dalla madre che si è sbarazzata di lui, la donna, tradita dall’amato che le ha preferito quest’altra.
Nel secondo dialogo, una donna conversa con una chitarra dimenticata, non più suonata, testimone del disamore dell’uomo nei confronti della vita e dell’arte. La complicità fra donna e oggetto autorizza la speranza e la incoraggia. Un giorno l’uomo ricomincerà ad imbracciare lo strumento, tornerà capace di amare. Un giorno forse ci sarà solo musica.
E’ anche la musica a legare nel profondo i due dialoghi. La musica è il pallido, dissepolto indizio di salvezza che nel cosmo accomuna astri, pianeti e creature, tutti comunque solitari, danzanti in orbite ciclicamente prossime, tentate dalla collisione e, in ultima analisi, da un abbraccio.
TEATRO 73
| SKU: | 978-88-99514-00-6 |
|---|---|
| Category: | Teatro |
| Anno | 2015 |
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| Autore | |
| Formato |
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IL CURATO E IL PAGLIACCIO
5,00€“Io credo che la normalità sia il male e la follia sia il peggio. Io credo che il diritto di essere diverso sia anche il diritto di essere uguale”.
Queste le parole di Sandro Gindro, psicoanalista di formazione freudiana, compositore e drammaturgo, cui si deve l’autonomo percorso verso Psicoanalisi Contro nonché la fondazione dell’Istituto Psicoanalistico per le Ricerche Sociali.
Dalla drammaturgia emerge un unico personaggio: il curato che si dibatte tra le due sue anime: quella del prete e quella del pagliaccio.
La questione è credere o no nell’esistenza di Dio. Ma una volta ucciso il pagliaccio, l’unico che sapeva ringraziare e per il quale valeva la pena che fosse stato creato il sole, il mare, gli alberi, il solo che sapeva goderne, “che farà Dio ”, si chiede il prete.
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BOCCHECIAMPE
10,00€Condivido i ragionamenti di Sharo Gambino sul “caso” Boccheciampe. Mazzini e molti altri lo hanno indicato come un infame traditore e come il responsabile della sconfitta della spedizione dei fratelli Bandiera. ma non è vera né l’una né l’altra accusa. Boccheciampe non era una spia austriaca o borbonica, ma un giovane di belle speranze che, come confessa nel radiodramma scritto da Sharo, «preso dalla paura, anzi, addirittura dal panico di chiudere dinanzi ad un plotone di esecuzione i miei trent’anni e non per qualcosa che ne valesse la pena (…) non possedendo la forza di fare l’eroe ad ogni costo, pensai di salvarmi facendo qualche rivelazione».
Boccheciampe, spaventato di essere fucilato ha parlato, ma anche la maggior parte dei suoi compagni durante il processo ha cercato di salvarsi la vita.
… La spedizione dei Fratelli Bandiera non è certo fallita per la delazione di Boccheciampe. Come scrive Sharo Cambino, anche senza di lui sarebbe fallita, poiché “era partita fallita”. Il Borbone ne aveva avuto notizia fin dalle prime mosse, attraverso alcune lettere dei patrioti intercettate dallo spionaggio inglese e nella stessa Corfù le mosse degli Esperidi erano di dominio pubblico. La spedizione fu un disastro anche sul piano militare, caratterizzata da ingenuità, superficialità e avventurismo…Giovanni Sole









