Saverio Tavano: drammaturgo, regista e attore.
Nel 2015 fonda la Compagnia Nastro di Möbius.
Studia e si forma con Anatolij Vasil’ev, Gennadi Nikolaevic Bogdanov, Alessio Bergamo, Giuseppe Manfridi.
E’ regista e drammaturgo dello spettacolo PATRES,
produzione Regione Calabria, debutta al Festival Primavera dei teatri 2014. Vincitore del Premio contro le mafie del MEI 2014, Vincitore del Festival Inventaria 2014 Roma e del secondo premio Festival Teatrale di Resistenza Cervi.
Pubblica per La Mongolfiera Editrice, il testo “Onora il Padre”, all’interno della raccolta “Luoghi del Possibile”.

  • PATRESFATHERS

    Se vuoi possedere quello che i padri ti hanno dato, se vuoi possedere l’eredità, devi riconquistarla.

    Johann Wolfgang von Goethe

    Patres nasce dall’intento di analizzare il rapporto tra padri e figli, intendendo la figura genitoriale come un riferimento ad ampio raggio. Questo è il tempo dell’assenza del padre, una figura che ha sempre avuto l’atavico compito di trasmettere la conoscenza, la memoria del passato. Non esistono più padri politici, padri spirituali, padri maestri; latitano o sono divenuti compagni di gioco dei loro figli. I figli tentano invano di colmare questa mancanza, in una condizione di attesa, di sospensione, di impasse. Siamo tutti figli in attesa… aspettiamo. Un giovane Telemaco di Calabria attende da anni il ritorno di suo padre, paralizzato dall’attesa, davanti all’orizzonte che può solo immaginare dal buio della sua cecità, attende su una spiaggia bagnata dal Mar Tirreno, mette le mani avanti per vedere l’orizzonte, si rivolge verso il mare e aspetta che questo padre ritorni. È il mare che scandisce e accompagna la vita di questo figlio incapace di vedere come di andare, in attesa di un padre che invece non è in grado di restare/tornare a casa, in una terra ostile. Un “Pater” che lega il figlio ad una corda perché altrimenti potrebbe perdersi, incapace di stargli accanto, non ritrova il coraggio della testimonianza e la forza della trasmissione. Telemaco dalla lunga attesa, non aspetta un Godot, aspetta realmente qualcuno e l’attesa è dinamica, come un’erranza, un rischio. Goethe afferma che l’eredità sta in un movimento di riconquista, vero erede è un orfano a cui nessuno garantirà nulla. Ereditiamo il niente, ma non proveniamo dal niente, occorre quindi recuperare il nostro scarto col passato.

    What you inherit from your father must first be earned before it’s yours.

    Johann Wolfgang von Goethe

    Patres borns by the need to analyze the relationship between fathers and sons. This is the time of the absence of his father, a figure that has always had the task of transmitting the ancestral knowledge, the memory of the past. There aren’t more political fathers, spiritual fathers, fathers masters; latitano or they have become playmates for their children. The sons try in vain to fill that gap, in a state of waiting, suspension of impasse. We are all children waiting… we wait. A young Telemachus is waiting for years for the return of her father, paralyzed from waiting in front of the horizon that can only imagine the darkness of his blindness, is located on a beach on the Tyrrhenian Sea, he puts his hands forward to see the ‘ horizon, turns toward the sea and waits that this father come back. It is the sea that accompanies the life of this son, unable to see how to go, waiting for a father, who is unable to remain/return home, in a hostile land. A “Pater” that ties the son to a rope because otherwise might get lost, does not find the courage of testimony and the strength of the transmission. Telemachus of the long wait, he don’t expects a Godot, the wait is really dynamic, as a wandering, a risk.

    10,00